Tragedia e filosofia

Anno 2020
Autori Ágnes Heller
Collana Nodi
Pagine 208
ISBN 978883282810
Cod. 978883282810

Ágnes Heller
Tragedia e filosofia. Una storia parallela

Nella prefazione alla Filosofia del diritto Hegel osservava che la nottola di Minerva inizia a volare quando l'oscurità è già tramontata; così la filosofia fiorisce quando una storia giunge al proprio termine. Perciò la filosofia è diventata capace di comprendere la storia, perché la storia è giunta alla propria fine. Il punto finale è il punto di partenza della ricostruzione, della comprensione del tutto. Con questo profondo senso della fine, concepita come un altro inizio, a pochi giorni dalla fine ultima della sua esistenza, Ágnes Heller disegna – in questo testo completato prima di morire e qui pubblicato per la prima volta – un affascinante parallelo fra tragedia e filosofia nel corso della storia occidentale. La filosofia appare quando la tragedia scompare, come se recasse un messaggio staffetta che passa di mano fra i due generi letterari.

ÁGNES HELLER

(Budapest, 1929 – Balatonalmádi, 2019)
Filosofa ungherese di origini ebraiche, fu allieva di György Lukács. Espulsa nel 1959 dall’Università di Budapest, fu ammessa nel 1963 all’Accademia delle Scienze, divenendo l’esponente di punta della Scuola di Budapest. Dal 1978 ha insegnato all’Università di Melbourne per trasferirsi poi alla New School for Social Research di New York. Castelvecchi sta pubblicando tutta la sua opera.

Ágnes Heller

Ágnes Heller

(Budapest, 1929 – Balatonalmádi, 2019)

Filosofa ungherese sfuggita alle persecuzioni naziste. Dopo la guerra abbandona gli studi di Fisica e diventa allieva e poi assistente di György Lukács. Nel 1959 è espulsa dall’Università di Budapest. Nel 1963 entra come ricercatrice all’Istituto di Sociologia dell’Accademia delle Scienze e diventa una delle più note esponenti della cosiddetta “Scuola di Budapest”, insieme a Ferenc Fehér, György Márkus e Mihály Vajda. Nel 1973 è però licenziata dall’Accademia per il suo dissenso alla realtà socialista ungherese.

Nel 1977 decide di lasciare l’Ungheria ed emigra in Australia dove insegnerà per diversi anni a La Trobe University di Melbourne. Si trasferisce poi a New York, dove ricopre la cattedra della New School for Social Research intitolata ad Hannah Arendt. Nota in Occidente come la «teorica dei bisogni radicali e della rivoluzione della vita quotidiana», è oggi considerata una delle filosofe più influenti del pensiero contemporaneo. Castelvecchi ha ripubblicato gran parte delle sue opere. Fra le più recenti: Filosofia della storia in frammenti (2022), Il male radicale. Genocidio, Olocausto e terrore totalitario, Gesù l’ebreo (2023), Oltre la giustizia. La difesa di una prospettiva pluralistica della vita buona (2024).