Oltre la giustizia La difesa di una prospettiva pluralistica della vita buona
| Autori | Ágnes Heller |
|---|---|
| Prefazione di | Andrea Vestrucci |
| Collana | Vortici |
| Pagine | 432 |
| Traduzione di | Stefano Zani |
| Cod. | 9788868265076 |
Da secoli l’umanità si chiede come costruire un mondo più giusto. Si tratta soltanto di un miraggio? Non è forse vero che correggendo alcune ingiustizie se ne creano inevitabilmente di nuove? L’interrogazione sulle possibili forme di giustizia ha attraversato le diverse epoche. La giustizia è «una donna bendata», e quindi imparziale, o deve tenere conto del singolo e delle sue condizioni particolari? In questo libro Ágnes Heller analizza i concetti di giustizia che si sono sviluppati nel corso della storia, l’uno di seguito e a partire dall’altro, e mostra in che modo filosofia e letteratura ne hanno influenzato le differenti interpretazioni. In una polifonia di voci e saperi diversi – da Kant a Habermas, da Shakespeare a Goethe – emerge un processo dinamico, in continua evoluzione e di conseguenza mai completo, che mira alla costruzione di una società giusta in cui tutti possano condurre «una vita buona», guidata dalla rettitudine e dalla morale.
Ágnes Heller
(Budapest, 1929 – Balatonalmádi, 2019)
Filosofa ungherese sfuggita alle persecuzioni naziste. Dopo la guerra abbandona gli studi di Fisica e diventa allieva e poi assistente di György Lukács. Nel 1959 è espulsa dall’Università di Budapest. Nel 1963 entra come ricercatrice all’Istituto di Sociologia dell’Accademia delle Scienze e diventa una delle più note esponenti della cosiddetta “Scuola di Budapest”, insieme a Ferenc Fehér, György Márkus e Mihály Vajda. Nel 1973 è però licenziata dall’Accademia per il suo dissenso alla realtà socialista ungherese.
Nel 1977 decide di lasciare l’Ungheria ed emigra in Australia dove insegnerà per diversi anni a La Trobe University di Melbourne. Si trasferisce poi a New York, dove ricopre la cattedra della New School for Social Research intitolata ad Hannah Arendt. Nota in Occidente come la «teorica dei bisogni radicali e della rivoluzione della vita quotidiana», è oggi considerata una delle filosofe più influenti del pensiero contemporaneo. Castelvecchi ha ripubblicato gran parte delle sue opere. Fra le più recenti: Filosofia della storia in frammenti (2022), Il male radicale. Genocidio, Olocausto e terrore totalitario, Gesù l’ebreo (2023), Oltre la giustizia. La difesa di una prospettiva pluralistica della vita buona (2024).