La sfida della libertà Gli anni americani, 1943-1949

Anno 2024
Autori Rachel Bespaloff
A cura di Claude Cazalé Bérard, Cristina Guarnieri, Laura Sanò
Collana Timoni
Pagine 398
Cod. 9788832901887

Nell’agosto del 1942 Rachel Bespaloff sbarca a New York: inizia così il suo esilio americano, attraversato da una profonda nostalgia per la Francia. Alla patria perduta sono dedicati gli scritti raccolti in questo secondo volume delle opere: una lunga lettera d’amore indirizzata alla cultura francese, culla di valori inalienabili quali onore, coraggio, nobiltà. Charles Péguy, Georges Bernanos, Antoine de Saint-Exupéry, nonché i maestri del classicismo tragico Racine e Corneille sono i testimoni di un umanesimo che Bespaloff considera l’unico antidoto alla barbarie nazista che pervade l’Europa. Mentre il Vecchio Continente sprofonda nel «culto dell’orgoglio» delle mistiche nazionali, Bespaloff riflette su un’altra idea di appartenenza, elaborando un’originale posizione sionista. Gli orrori del conflitto mondiale impongono una domanda radicale: quanto conta la saggezza costruita dall’Occidente «nelle situazioni in cui l’uomo perde la facoltà di sentirsi uomo, in cui si trasforma in un oggetto superfluo, votato alle distruzioni meccaniche»? Meditando sul mistero dell’opera artistica e poetica, capace di imprimere una forma al caos, Bespaloff contrappone alla violenza del mondo un’etica della creazione fondata sull’istante, quel tempo decisivo in cui l’essere umano sceglie di assumere su di sé i rischi della libertà. Il volume contiene anche i due saggi pubblicati postumi, nel 1950, su Montaigne e Camus: testamento di una filosofa raffinata la cui eredità è ancora tutta da scoprire.

 

 

Avvenire 11/01/2024

Repubblica Robinson 28/01/2024

Pagina 3 | La verità nel dialogo | Rai Radio 3 | RaiPlay Sound, 30/01/24

Rachel Bespaloff

Rachel Bespaloff

(Nova Zagora, Bulgaria, 1895 – South Hadley, Massachusetts, Usa, 1949)

Nata in Bulgaria da una famiglia ebrea di origini ucraine, cresce a Ginevra, dove studia danza e musica al Conservatorio. A ventitré anni si trasferisce a Parigi e insegna Euritmica all’Opéra Garnier secondo il metodo di Émile Jaques-Dalcroze. Nel 1925 incontra Lev Šestov ed entra a far parte della sua cerchia filosofica. Abbandonata una brillante carriera musicale, comincia a scrivere saggi e carteggi di grande intensità speculativa, fra cui spicca quello con Daniel Halévy in cui si rivela fra le prime interpreti di Essere e tempo in Francia. Negli anni Trenta avvia un dialogo epistolare con alcuni dei maggiori intellettuali della sua epoca, quali Gabriel Marcel, Gaston Fessard, Boris de Schlœzer, Daniel Halévy e Jean Wahl. Nel 1942 emigra negli Stati Uniti, costretta dalle persecuzioni naziste. Lavora per l’emittente radiofonica La Voix de l’Amérique a New York. Poi insegna Letteratura francese al Mount Holyoke College, in Massachusetts, dove partecipa attivamente ai celebri “incontri di Pontigny-en-Amérique” con Jacques Maritain, Jean Wahl, Anaïs Nin, Hannah Arendt e altri eminenti intellettuali europei. Il suo saggio Sull’Iliade, pubblicato in francese nel 1943 con la prefazione di Jean Wahl, viene poi tradotto in inglese da Mary McCarthy e pubblicato nel 1947 da Pantheon Books con l’introduzione di Hermann Broch. Tormentata dall’esilio, lontana dalla Francia – sua patria d’elezione –, si toglie la vita il 6 aprile del 1949. Castelvecchi sta pubblicando la prima edizione mondiale delle sue opere, di cui sono già usciti: nel 2022 L’eternità nell’istante. Gli anni francesi (1932-1942) e nel 2024 La sfida della libertà. Gli anni americani (1943-1949). Alla questione ebraica è inoltre dedicata La doppia appartenenza. Scritti su Israele, il sionismo e la diaspora (2024).