La fine della megamacchina. Storia di una civiltà sull’orlo del collasso

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Fabian Scheidler

La fine della megamacchina. Storia di una civiltà sull’orlo del collasso

La “megamacchina” è tutto il nostro mondo: un sistema economico che accresce «le assurde fortune di una piccola casta di super-ricchi», mentre il lavoro diventa un privilegio e i disastri climatici sempre più frequenti; gli Stati che sostengono questo sistema con armi e fiumi di denaro; l’ideologia del progresso continuo. Abbiamo imparato che «There is no alternative», il treno viaggia senza conducente e nessuno può farci niente. Ma è davvero così? In realtà non c’è nulla di necessario o naturale nella megamacchina: è il prodotto di cinque secoli di capitalismo e ha bisogno che giorno dopo giorno le persone la facciano funzionare. Nella straordinaria instabilità del nostro tempo, anzi, anche l’azione più piccola può inceppare un ingranaggio, e in effetti una trasformazione è già in corso. Non si tratta di una grande rivoluzione universale, ma sono «intere cascate di punti di rottura»: un patchwork di esperienze molto diverse che hanno al centro l’essere umano e non il profitto, laboratori di democrazia che disgregano le strutture di dominio. Ma «solo chi conosce la propria storia può cambiarla», e allora Fabian Scheidler comincia la sua genealogia della megamacchina da cinquemila anni fa, alle origini della “saga del progresso” che per la maggior parte dell’umanità è sempre stata una storia di violenza. Fino a proiettarci nel futuro, dove la megamacchina potrà «apparire solo come un intermezzo». Scheidler ha scritto una grande opera di liberazione dell’immaginario, per alimentare un cambiamento che «inizia nella nostra testa» e che «non può più essere seguito comodamente in televisione»: l’azione del singolo non è mai stata così decisiva.

FABIAN SCHEIDLER
Ha studiato Storia, Filosofia e Regia teatrale e scrive per stampa, televisione e teatro. Collabora con «Berliner Zeitung», «Le Monde diplomatique», «Reporterre», «Taz», «Blätter für deutsche und internationale Politik» e molti altri. È inoltre cofondatore della rivista televisiva indipendente «Kontext TV» (www.kontext-tv.de) e ha ricevuto il premio Otto Brenner – Media per il giornalismo critico. Ha anche viaggiato molto in qualità di oratore. Come drammaturgo e autore teatrale ha lavorato diversi anni per il rinomato Grips Theater di Berlino. La sua opera Morte di un banchiere, con le musiche di Andreas Kersting, è stata presentata in anteprima al Gerhart Hauptmann Theater di Görlitz in Germania. Ha pubblicato Chaos. Das neue Zeitalter der Revolutionen (‘Caos. La nuova era delle rivoluzioni’, 2017), Der Kampf um globale Gerechtigkeit (‘La lotta per la giustizia globale’, 2019), Der Stoff aus dem wir sind. Warum wir Natur und Gesellschaft neu denken müssen (‘La materia di cui siamo fatti. Perché ripensare la natura e la società’, 2021) e Das geistige Feld. Essentialien des Theaters (‘Il campo mentale. Elementi essenziali del teatro’, 2021). La fine della megamacchina. Storia di una civiltà sull’orlo del collasso (www.end-of-the-megamachine.com) è stato tradotto in diverse lingue, tra cui inglese, francese e cinese.

 

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