Nazione e compassione
E’ possibile contrapporre un nazionalismo buono, aperto e solidale, a un na-zionalismo cattivo, xenofobo e sciovinista? Nazionalismo e violenza, in-dipendentismo e chiusura, sono veramente concetti inseparabili? In un confronto gravido di tensioni con il filosofo spagnolo Demetrio Velasco, Teresa Forcades esprime le ragioni del proprio nazionalismo indipendentista e, incalzata dalle obiezioni critiche del suo interlocutore, cerca di affermare la sostenibilità di un concetto di nazione che non sia escludente o separatore, che non distingua le persone in base alla razza, al colore della pelle, al sangue o al codice genetico. In un procedere argomentativo a tratti paradossale, la discussione offre un’intensa riflessione su temi quanto mai attuali: la rivendicazione di indipendenza della Ca-talogna, il diritto dei popoli ad autodeterminarsi, l’Europa e l’unità nella differen-za, il sentimento di appartenenza, l’identità di un Paese, il territorio e i confini, la solidarietà fra i popoli e la loro diversità.