Galileo e la supernova del 1604

 

Alessandro De Angelis

Galileo e la supernova del 1604. Con la traduzione del Dialogo de Cecco di Ronchitti da Bruzene

Prima dell’esplosione della supernova del 1604, l’ultima vista a occhio nudo nella Via Lattea, si credeva che le stelle fossero essenze incorruttibili. Quella stella nuova costituiva quindi un fenomeno inspiegabile. Gli scienziati di tutta Europa e dell’Estremo Oriente gareggiarono e collaborarono per capirne la natura, l’origine, i significati astrologici. Fra questi c’erano anche Keplero e Galileo Galilei – all’epoca professore a Padova –, il quale ne discusse in tre lezioni, che non volle mai pubblicare, in una poesia, poi subito ritirata, ma soprattutto in un trattatello scritto sotto pseudonimo in dialetto padovano: il Dialogo de Cecco di Ronchitti da Bruzene, qui riproposto e adattato in un italiano moderno.


Alessandro De Angelis
Professore di Fisica sperimentale a Padova e Lisbona e membro degli istituti nazionali di fisica nucleare e di astrofisica, è addetto scientifico presso la Rappresentanza d’Italia alle organizzazioni internazionali a Parigi. Ha lavorato al CERN di Ginevra e al Max Planck Institute di Monaco e realizzato alcuni tra gli esperimenti più importanti per lo studio dei raggi cosmici. È autore di numerose pubblicazioni apparse su «Science» e «Nature». È un esperto riconosciuto del periodo di Galileo, al quale ha dedicato la monografia Discorsi e dimostrazioni matematiche di Galileo Galilei per il lettore moderno (Codice edizioni, 2021), tradotta in più lingue. Per Castelvecchi ha pubblicato nel 2021 I diciotto anni migliori della mia vita, una biografia degli anni padovani di Galileo.

 

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