coperitna di Stragi. Quello che Stato e mafia non possono confessare Rita Di Giovacchino

Stragi. Quello che Stato e mafia non possono confessare

Introduzione di Luca Tescaroli




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Passione, nostalgia, voglia di verità. Con Stragi, Quello che Stato e mafia non possono confessare, la giornalista Rita Di Giovacchino ci consegna l’inchiesta più aggiornata sulla catena di avvenimenti drammatici che ha accompagnato il violento passaggio tra Prima e Seconda Repubblica. Chi ha deciso le stragi, quale obiettivo politico si nascondeva dietro la barbara uccisione di Falcone e Borsellino o dietro il crepitio di bombe dell’estate 1993? Fu davvero «guerra di mafia» o un golpe messo in atto da un sistema criminale troppo potente in Italia per essere liquidato alla fine della Guerra Fredda? L’autrice, senza far sconti a nessuno, scava nei buchi neri delle indagini, nei depistaggi processuali, nelle tante trattative intercorse tra boss e uomini di Stato. Un viaggio negli anni più torbidi del nostro Paese, in cui il lettore viene catapultato tra le macerie di Capaci e via D’Amelio a caccia di impronte e tracce di T4 lasciate da «operatori distratti», artificieri addestrati in zone di guerra, misteriosi telefonisti della Falange armata, mafiosi ed ex terroristi protetti dalla stessa struttura parallela che ha firmato tutte le stragi d’Italia.

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Rita Di Giovacchino

Giornalista d’inchiesta e scrittrice, racconta da oltre trent’anni l’Italia delle trame e degli intrecci politico-mafiosi lungo un filo di sangue che non si è mai interrotto. Da piazza Fontana al delitto Moro, fino all’ultimo criminale assalto allo Stato culminato con le bombe di mafia degli anni Novanta in cui hanno perso la vita Falcone e Borsellino. Laureata in filosofia, ha collaborato con «il Fatto Quotidiano», «la Repubblica», «Il Messaggero». Tra le sue pubblicazioni ricordiamo Il libro nero della Prima Repubblica (2003), Delitti privati (2007) e Storie di alti prelati e gangster romani (2008).



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