Parole passeggere. La pratica artistica come semantica dell’esistenza

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Elena Bellantoni

Parole passeggere. La pratica artistica come semantica dell’esistenza

La creazione artistica scaturisce dall’esigenza ineluttabile di affrontare le proprie urgenze politiche, intellettuali, estetiche, narrative e identitarie, di indagare il mondo con uno sguardo autentico, sperimentando ogni relazione in maniera partecipata e personale. I video, la fotografia, il disegno, la scultura, le installazioni sono tecniche “linguistiche” che Elena Bellantoni ha utilizzato per rappresentare la visione di sé e del reale, concentrandosi sul corpo come mezzo di interazione. La scrittura, poi, è servita a fare ordine, a dare voce al rapporto tra vita e arte, che dialogano e si riconoscono, nel flusso continuo della poetica del vagabondare, del perdersi e ritrovarsi, in una dimensione che del tempo cerca la sua diacronia.

ELENA BELLANTONI
È un’artista visiva, docente all’Accademia di Belle Arti L’Aquila e alla NABA di Roma. Dopo la laurea in Storia dell’arte contemporanea, studia a Parigi e Londra, dove nel 2007 ottiene un Master of Arts in Visual Art al WCA – University of Arts London. Nel 2018 è tra gli artisti vincitori della IV edizione dell’Italian Council del MiC (Ministero della Cultura) e nel 2019 presenta il libro dell’intero progetto On the Bredline al MAXXI di Roma con un focus su tutta la sua produzione video. Nel 2018 il lavoro Ho annegato il mare è selezionato nei Collateral di Manifesta 12 a Palermo. Lo stesso anno viene selezionata per il Gran Tour d’Italie del MiC. Nel 2014 vince il premio speciale Repubblica.it per il Talent Prize; con il progetto In Other Words. The Black Market of Translation – Negotiating Contemporary Cultures nel 2011 vince il bando della NGBK a Berlino. Il suo lavoro è presente in importanti collezioni pubbliche e private.


Il Manifesto 27/12/23

Exibart 31/12/23

 

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