Anno 2026
Autori Benjamin Fondane
Prefazione di Monique Jutrin
A cura di Alvise Masto
Collana Cahiers
Cod. 9791256146338
Composto negli anni Trenta e pubblicato nella sua versione definitiva nel 1937, Titanic è uno dei vertici della poesia di Benjamin Fondane. Il naufragio del grande transatlantico diventa la metafora di una ci­viltà in rovina: la nave è la Terra stessa che cola a picco «fuori dello sguardo dell’essere», trascinando con sé l’illusione del progresso e le certezze della ragione. Fondane trasforma la catastrofe in un viaggio metafi­sico attraverso la Storia, l’esilio e la solitudine dell’uo­mo moderno. Il poeta-viaggiatore attraversa città, oceani e memorie per interrogare la perdita di senso, la violenza della modernità, il destino degli erranti e dei perseguitati. La parola poetica, contaminata e vi­sionaria, diviene l’unico strumento di resistenza con­tro la disumanizzazione e l’oblio. Nel ritmo vertiginoso dei versi, la voce di Fondane si leva come un canto d’insurrezione e di pietà, un «gri­do perfezionato via via che lo si emette». Il suo Titanic non è soltanto il poema di un naufragio, ma la testi­monianza estrema di una fede nella poesia come ul­timo spazio di verità e di salvezza

Approfondimenti

Benjamin Fondane

Benjamin Fondane

Nato Benjamin Wechsler, è stato filosofo, poeta e drammaturgo. Formatosi a Bucarest, nel 1923 si trasferisce a Parigi, dove conduce una ricerca risolutamente personale. Condivide con il maestro Šestov l’idea di un superamento del razionalismo occidentale. Ebreo, sfugge per due volte alla prigionia durante l’invasione nazista, ma viene infine deportato ad Auschwitz. Tra le sue opere disponibili in lingua italiana: Baudelaire e l’esperienza dell’abisso (2013), Il lunedì esistenziale e la domenica della Storia (2014), la raccolta poetica Ulisse (2014). Per Castelvecchi è uscito Rimbaud la canaglia (2020).

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