Spinoza e la Qabbalah

Anno 2026
Autori Elia Benamo­zegh
A cura di Massimo Giuliani
Collana Timoni
Traduzione di Federico Muraro
Cod. 9791256147571
Nel 1864 il rabbino livornese Elia Benamo­zegh scriveva in francese questo breve testo per rivendicare il legame profondo tra il filosofo Baruch Spinoza, scomunicato dalla sinagoga portoghese di Amsterdam nel 1656, e la tradizione mistica dell’ebraismo, la Qabbalah, che il rabbino riteneva antichissima e matrice dello stes­so cristianesimo. Più di Maimonide e ancor più del razionalista Cartesio, è la mistica ebraica – sostie­ne il rabbino – la chiave per comprendere davvero Spinoza. Ma cosa hanno in comune Benamozegh e l’autore dell’Etica e del Trattato teologico-politico? Ebrei sefarditi, appassionati di filosofia e aperti ai dibattiti scientifici a loro contemporanei, entrambi “dialogano” con la teologia cristiana. In questa ori­ginale lettura di Spinoza Benamozegh, nel solco del “dibattito sul panteismo” avviato nella Germania ro­mantica d’inizio Ottocento, ci riporta al cuore della tradizione esoterica del giudaismo del XVII secolo, che tanto affascinò filosofi come Hobbes, Leibniz e Schelling.
Elia Benamo­zegh

Elia Benamo­zegh

(Livorno, 1823-1900) Rabbino, filosofo e qabbalista italiano di origine maghrebina, è uno dei precursori del dialogo ebraico-cristiano. Iniziato in giovane età alla Qabbalah dallo zio materno, è autore di numerose opere in ebraico, italiano e francese, fra cui ricordiamo Storia degli esseni, L’origine dei dogmi cristiani e Morale ebraica e morale cristiana. Castelvecchi ha pubblicato Il mio credo. Israele e umanità (2023).