Lingam Dodici novelle asiatiche

Anno 2026
Autori Max Dauthendey
Collana Vele
Traduzione di Nino Muzzi
Cod. 9791256146055
Con sguardo da pittore e sensibilità da poe­ta, tra il 1905 e il 1906, Max Dauthendey attraversa l’Oriente: Egitto, India, Birma­nia, Ceylon, Asia orientale. Ciò che vede non resta mai semplice paesaggio, diventa colore, visione, racconto. I protagonisti di queste storie – cortigiane, mer­canti, ragazze in fuga, figure marginali e crea­ture liminari – si muovono in una realtà dove il quotidiano scivola con naturalezza nel visionario. I luoghi, interiori prima che geografici, sono in­tensi, saturi, pervasi da una vitalità che coinvolge persone, animali, oggetti, e, insieme, attraversati da desiderio, violenza, estasi, morte, sopravvivenza. La presenza coloniale resta sullo sfondo, come una tensione silenziosa, mentre la scrittura si fa sempre più libera dal naturalismo e vicina a un espressio­nismo sensoriale, capace di fondere fiaba, mito e percezione immediata. Queste dodici novelle compongono un universo compatto e straniante, in cui il viaggio non con­duce a una meta ma a una forma diversa di cono­scenza. Un libro che restituisce l’Oriente non come eso­tismo da cartolina, ma come esperienza radicale della visione.
Max Dauthendey

Max Dauthendey

(Würzburg, 1867 – Malang, Giava, 1918) Viaggiatore, pittore, drammaturgo e poeta tedesco, soggiorna a lungo in Russia e intraprende il giro del mondo nel 1905. Nel 1914, nel corso di un secondo viaggio intorno al mondo, viene sorpreso dallo scoppio della Prima Guerra Mondiale. Afflitto dalla malattia, muore a Giava nell’agosto 1918, poco prima della fine del conflitto. In italiano è stata tradotta la raccolta di racconti Gli otto volti del lago Biwa (Mimesis, 2022).