La doppia appartenenza Scritti su Israele, il sionismo e la diaspora

Anno 2024
Autori Rachel Bespaloff
Prefazione di Monique Jutrin
Collana Eliche
Pagine 94
Cod. 9791256142095

«Nessun ebreo, oggigiorno, può ignorare che in qualsiasi luogo, a qualsiasi ora, può capitargli il peggio». È il 1938 e Rachel Bespaloff ingaggia un’accesa controversia sulla questione ebraica con lo storico Daniel Halévy, per denunciare l’indifferenza di intellettuali, cristiani e nazioni europee rispetto alle empietà compiute dai nazisti. La vis polemica di questa straordinaria filosofa, che assume il tono sferzante di una profetessa biblica, si trasforma in occasione per una sottile riflessione sul destino del popolo ebraico. In esilio in America, Bespaloff torna su tali questioni in un saggio del 1943 in cui rivendica un nazionalismo non xenofobo: Israele è chiamata a incarnare una nazione che non si fondi sulla volontà di potenza e sull’ideologia delle identità muscolari. Saprà essere all’altezza di questa sfida?

Rachel Bespaloff

Rachel Bespaloff

(Nova Zagora, Bulgaria, 1895 – South Hadley, Massachusetts, Usa, 1949)

Nata in Bulgaria da una famiglia ebrea di origini ucraine, cresce a Ginevra, dove studia danza e musica al Conservatorio. A ventitré anni si trasferisce a Parigi e insegna Euritmica all’Opéra Garnier secondo il metodo di Émile Jaques-Dalcroze. Nel 1925 incontra Lev Šestov ed entra a far parte della sua cerchia filosofica. Abbandonata una brillante carriera musicale, comincia a scrivere saggi e carteggi di grande intensità speculativa, fra cui spicca quello con Daniel Halévy in cui si rivela fra le prime interpreti di Essere e tempo in Francia. Negli anni Trenta avvia un dialogo epistolare con alcuni dei maggiori intellettuali della sua epoca, quali Gabriel Marcel, Gaston Fessard, Boris de Schlœzer, Daniel Halévy e Jean Wahl. Nel 1942 emigra negli Stati Uniti, costretta dalle persecuzioni naziste. Lavora per l’emittente radiofonica La Voix de l’Amérique a New York. Poi insegna Letteratura francese al Mount Holyoke College, in Massachusetts, dove partecipa attivamente ai celebri “incontri di Pontigny-en-Amérique” con Jacques Maritain, Jean Wahl, Anaïs Nin, Hannah Arendt e altri eminenti intellettuali europei. Il suo saggio Sull’Iliade, pubblicato in francese nel 1943 con la prefazione di Jean Wahl, viene poi tradotto in inglese da Mary McCarthy e pubblicato nel 1947 da Pantheon Books con l’introduzione di Hermann Broch. Tormentata dall’esilio, lontana dalla Francia – sua patria d’elezione –, si toglie la vita il 6 aprile del 1949. Castelvecchi sta pubblicando la prima edizione mondiale delle sue opere, di cui sono già usciti: nel 2022 L’eternità nell’istante. Gli anni francesi (1932-1942) e nel 2024 La sfida della libertà. Gli anni americani (1943-1949). Alla questione ebraica è inoltre dedicata La doppia appartenenza. Scritti su Israele, il sionismo e la diaspora (2024).