La Chiesa senza potere e altri scritti scelti, 1955-1985

Anno 2026
Autori Ivan Illich
Prefazione di Giorgio Agamben
A cura di Valentina Borremans, Sajay Samuel
Collana Teologia dalle periferie
Pagine 236
Traduzione di Fabio Milana, Caterina Ranchetti
Cod. 9791256145072
Che cosa accade quando la Chiesa smette di essere soltanto comunità e diventa struttura, organizzazione, pre­senza nel mondo? Gli scritti qui raccol­ti, composti da Ivan Illich tra il 1955 e il 1985, prendono forma dentro questa tensione. Sacerdote e educatore, Illich osserva dall’interno la vita ecclesiale, cogliendone le trasformazioni senza mai rinunciare a interrogarne il senso. Dalle parrocchie di New York alla Pontificia Università Cattolica di Porto Rico, dal­la partecipazione al Concilio Vaticano II agli anni trascorsi in Messico, il suo sguardo coglie, nelle pieghe dell’espe­rienza quotidiana, un paradosso desti­nato ad ampliarsi: quanto più la Chiesa si organizza, tanto più rischia di perdere il contatto con ciò che intende servire. Per Illich, infatti, la fede non coincide con un sistema da amministrare né con un potere da esercitare. Si radica piut­tosto nell’esperienza concreta del Van­gelo: nella preghiera, nella povertà, nel riconoscimento del regno di Dio come presenza viva tra gli esseri umani. Que­sti testi restituiscono la genesi di un pensiero radicale, capace di mettere in questione il rapporto tra fede e istituzio­ni ecclesiastiche e di configurare un’al­ternativa: abitarle senza esserne intera­mente assorbiti.
Ivan Illich

Ivan Illich

(Vienna, 1926 – Brema 2002) Filosofo, teologo e storico, è annoverato tra i pensatori più influenti del Novecento. Ordinato sacerdote cattolico e attivo inizialmente a New York, rinunciò in seguito all’esercizio pubblico del ministero, pur mantenendo lo stato clericale. A Cuernavaca, in Messico, animò il Center of Intercultural Formation, dove avviò una radicale revisione dei presupposti ideologici dell’azione missionaria, e il Centro Intercultural de Documentación, divenuto un punto di riferimento per la critica delle istituzioni della società industriale. Negli anni Ottanta e Novanta fu visiting professor alla Pennsylvania State University e in diverse università tedesche, in particolare quella di Brema. Tra le sue opere principali ricordiamo Descolarizzare la società (1971), La convivialità (1973), Nemesi medica (1976) e Genere (1982).