Il vero credente Sulla natura del fanatismo di massa

Anno 2026
Autori Eric Hoffer
Collana Frangenti
Pagine 192
Traduzione di Stefano Musilli
Cod. 9791256149063
Dedicare la propria vita a una causa conside­rata sacra, seguirla ciecamente, convertire o combattere in suo nome: è questo, per Eric Hoffer, il nucleo comune a ogni fanatismo. Pubbli­cato per la prima volta nel 1951 e diventato un classico della riflessione politica e sociale, il volume ana­lizza come i movimenti di massa condividono una medesima struttura emotiva e psicologica. Nascono nei momenti di crisi dell’ordine sociale, quando indi­vidui insoddisfatti della propria esistenza trovano in un ideale collettivo la promessa di una nuova identi­tà e di un riscatto personale. Dalla Rivoluzione fran­cese al nazismo, dal bolscevismo al sionismo, Hoffer indaga i meccanismi che legano gli adepti alla causa: rituali, cerimonie e leader carismatici sono «agenti unificanti» capaci di trasformare il disagio del singo­lo in una cieca appartenenza di gruppo. Il fanatismo non appare allora come un fenomeno marginale o patologico, ma come una tentazione costante della politica moderna. Una riflessione di straordinaria lucidità sui meccanismi dell’ideologia e su come il bisogno di appartenenza politica continua a plasma­re la vita collettiva.
Eric Hoffer

Eric Hoffer

(New York, 1898 – San Francisco, 1983) Scrittore e filosofo statunitense, è stato una delle voci più originali e anticonvenzionali della cultura americana del Novecento. Autodidatta e figlio di immigrati tedeschi, lavorò per gran parte della vita come bracciante e scaricatore di porto a San Francisco, conducendo parallelamente un’intensa attività di lettura e scrittura lontana dagli ambienti accademici. La formazione irregolare e l’esperienza diretta del lavoro manuale segnarono profondamente la sua riflessione sulla società di massa, il conformismo e il fanatismo politico. Tra le sue opere più importanti figurano The Passionate State of Mind (1955), The Ordeal of Change (1963), First Things, Last Things (1971) e Reflections on the Human Condition (1973). Nel 1983 ricevette la Presidential Medal of Freedom dalle mani di Ronald Reagan