Critica come prassi sociale Autocomprensione sociale e teoria critica

Anno 2026
Autori Robin Celikates
A cura di Axel Honneth
Collana Filosofia e pensiero critico
Pagine 322
Traduzione di Daniele Zanghi, Vito Saccomandi
Cod. 9791256140886
Poche questioni della teoria sociale sono decisive quanto sta­bilire chi abbia il diritto di criticare la società. Per decenni, infatti, la riflessione teorica ha descritto il mondo sociale dall’alto, senza interpellare coloro che lo abitano quotidianamente. Ma cosa accade quando sono proprio i destinatari di queste diagno­si – le persone che vivono gli effetti delle strutture sociali – a riven­dicare la capacità di dire che cosa è realmente in gioco nelle loro vite? In questa prospettiva, Robin Celikates rilegge l’impostazione classica del pensiero critico – da Adorno a Bourdieu – e la mette in dialogo con l’etnometodologia di Garfinkel e la sociologia del­la critica di Boltanski. Ne emerge l’idea di una critica intesa come prassi sociale: una teoria non paternalistica, capace di riconoscere e valorizzare le risorse cognitive ed esperienziali degli attori sociali. Al tempo stesso, Celikates indaga le condizioni – istituzionali, sim­boliche e materiali – che oggi soffocano la loro voce e impediscono loro di diventare parte viva del discorso pubblico.
Robin Celikates

Robin Celikates

Professore di Filosofia sociale e Antropologia alla Freie Universität di Berlino e vicedirettore del Centre for Social Critique della Humboldt-Universität di Berlino, ha svolto attività di ricerca alla Columbia University di New York, al MIT di Boston e alla Goethe-Universität di Francoforte. Si occupa di teoria critica della società e filosofia sociale e politica, con particolare attenzione ai temi delle migrazioni, della disobbedienza civile e del razzismo. È caporedattore della rivista «Critical Times». Critica come prassi sociale è il suo primo libro tradotto in italiano.