Alternative per il socialismo, numero 80
| Anno | 2026 |
|---|---|
| Autori | AA.VV., Alfonso Gianni, Fausto Bertinotti |
| Collana | Riviste |
| Pagine | 306 |
| Cod. | 9791257910488 |
Le guerre continuano a segnare il tempo che stiamo vivendo. Con sempre maggiore intensità e diffusione. Viviamo in un sistema di guerra, con il grave rischio di abituarcisi. Forse è per questo che le parole di papa Prevost non hanno solo un tono messianico, come sarebbe logico aspettarsi da un’alta autorità religiosa, ma anche una dimensione politica concreta che travalica, appunto, confini e ideologie, impegnandosi a fondo in un corpo a corpo con questa drammatica modernità. Il messaggio acquista così chiarezza, semplicità, immediatezza
a cui non si può sfuggire. Con diverse caratteristiche e modalità, muovendo da una differente dottrina filosofica e teologica (l’agostinismo), che valorizzano ancora di più la sostanziale convergenza, Leone XIV si muove con sempre maggiore decisione e incisività sulla strada tracciata dal suo predecessore, papa Bergoglio. Un percorso che papa Francesco volle rendere noto e tracciare fin dalle sue prime parole affacciandosi a una piazza gremita di fedeli festanti. Quel suo “sono venuti a prendermi quasi alla fine del mondo” indicava un tragitto che avrebbe percorso in direzione contraria. Forniva da subito la cifra, il senso del suo pontificato, caratterizzato dalla consapevolezza che la Chiesa non dovesse restare eurocentrica e tantomeno rinchiusa in e su sé stessa, ma
dovesse abitare il mondo, condividendone i drammi e i dolori. Ora Leone XIV continua quel cammino situandolo nelle contraddizioni più acute del mondo contemporaneo. È quello che emerge chiaramente dalla lettura della sua recente Enciclica Magnifica humanitas, firmata, non a caso, il 15 maggio 2026, nel 135° anniversario della celeberrima Enciclica di Leone XIII Rerum novarum. La maggioranza dei commenti che nei primi giorni dopo la presentazione dell’Enciclica si sono avvicendati sulla stampa quotidiana ruotano tutti attorno al tema dell’intelligenza artificiale (IA). Con il risultato, più o meno voluto, di mettere in ombra la questione della guerra e il modo non convenzionale con il quale il papa la affronta. Il silenzio della politique politicienne al riguardo è sconfortante, ma non sorprendente.
AA.VV.
Alfonso Gianni
Nato a Milano il 6 febbraio 1950. Tra il ’68 e il ’76 ha partecipato attivamente al movimento studentesco milanese. Nel 1976 è stato tra i fondatori del Movimento Lavoratori per il Socialismo (Mls), nel quale ha ricoperto la carica di vicesegretario nazionale. Tra il 1979 e il 1987 è stato deputato, prima nel gruppo del Pdup (con cui il Mls si era fuso), poi come indipendente nel gruppo del Pci. Tra il 1988 e il 1994 ha lavorato come esperto di mercato del lavoro presso la Cgil Lombardia e poi la Cgil nazionale. Assieme a Fausto Bertinotti ha dato vita a “Essere Sindacato”, sinistra sindacale della Cgil. Successivamente ha svolto la funzione di capo della segreteria di Bertinotti, quando quest’ultimo era segretario nazionale del Partito della Rifondazione comunista. Nel 2001 e nel 2006 è stato rieletto deputato di Rifondazione comunista, dimettendosi dalla Camera nell’estate del 2006 per ricoprire la carica di sottosegretario allo Sviluppo Economico nel secondo governo Prodi. Si è occupato di ricerca economica e sociale per la Fondazione “Cercare Ancora” di cui è stato direttore. Dal 2016 fa parte del Coordinamento per la Democrazia Costituzionale. E’ stato tra i redattori della rivista “Alternative per il socialismo” fin dal suo sorgere nel 2007. Ha scritto diversi libri con Fausto Bertinotti per gli editori Sperling&Kupfer e Ponte alle Grazie. E’ stato autore di Bye Bye neoliberismo, edizioni Ponte alle Grazie, Milano 2009. Attualmente dirige la rivista trimestrale “Alternative per il socialismo” edita da Castelvecchi e ha curato l’edizione degli scritti di Fausto Bertinotti (2007- 2022) La dissoluzione della democrazia, sempre per Castelvecchi. Collabora con il "Manifesto" e diversi giornali online.