Alternative per il socialismo, numero 78
| Anno | 2025 |
|---|---|
| Autori | AA.VV., Alfonso Gianni, Fausto Bertinotti |
| Collana | Riviste |
| Cod. |
TRIMESTRALE FONDATO DA FAUSTO BERTINOTTI E DIRETTO D ALFONSO GIANNI
Ottobre-Novembre-Dicembre 2025 numero 78
È tornato l’imprevisto. Un movimento ha fatto irruzione e ha investito quel che si continua a chiamare Occidente. Le piazze e le strade delle città ne sono state occupate in ondate di piena; una nuova generazione ha reinventato i linguaggi delle manifestazioni di massa sotto il segno di una sola parola d’ordine: “Palestina libera”. Intere università sono state occupate riconquistandosi l’ambizione della formazione. Lo sciopero ha riscoperto la sua più alta vocazione di società futura: lo sciopero politico. Per il tempo in cui è stato protagonista il movimento ha cambiato la scena e ha fatto emergere un nuovo protagonista, si è chiamata “la generazione di Gaza”. La politica per rinascere dovrebbe ricominciare da qui, ma glielo impedisce proprio quella, ormai cronica, separazione tra società civile e società politica, tra paese reale e paese ufficiale, che il movimento ha voluto mettete in discussione con la sua esistenza. […] Si potrebbe chiudere l’argomento con la semplice constatazione che in nessun campo il movimento è stato suscitato dalla politica, né in quello delle emozioni né in quello degli interessi. Di quello straordinario sulla Palestina abbiamo visto il carattere spontaneo. La sinistra politica non è stata deviata dal campo degli interessi materiali dei lavoratori su altri terreni (dei diritti della persona, ad esempio). È proprio sul campo degli interessi di classe che ha dismesso il proprio carattere antagonista con l’adesione al mercato e alle sue compatibilità, accettando il primato del vincolo esterno. Per sperare in qualche ripensamento critico e a qualche prima fuoriuscita ci tocca arrivare ai “socialisti” di New York. E comunque va detto che il campo degli interessi materiali nella contesa di classe non è quello che si nega le emozioni. Perché possano affermarsi hanno bisogno della politica, della cultura e dell’ideologia, cioè di una prospettiva di futuro, di liberazione, di eguaglianza. Così fu alla nascita del movimento operaio per le otto ore… se otto ore vi sembran poche, provate voi a lavorar. Ma così è successo ancora nella riscossa operaia e studentesca degli anni ’70. L’aumento salariale uguale per tutte e per tutti, la cultura dell’egualitarismo, l’assemblea, l’unità dei lavoratori: grandi emozioni ricavate da ciò che significava la rivendicazione come conquista di civiltà. Si è potuto, si potrà ancora.
AA.VV.
Alfonso Gianni
Nato a Milano il 6 febbraio 1950. Tra il ’68 e il ’76 ha partecipato attivamente al movimento studentesco milanese. Nel 1976 è stato tra i fondatori del Movimento Lavoratori per il Socialismo (Mls), nel quale ha ricoperto la carica di vicesegretario nazionale. Tra il 1979 e il 1987 è stato deputato, prima nel gruppo del Pdup (con cui il Mls si era fuso), poi come indipendente nel gruppo del Pci. Tra il 1988 e il 1994 ha lavorato come esperto di mercato del lavoro presso la Cgil Lombardia e poi la Cgil nazionale. Assieme a Fausto Bertinotti ha dato vita a “Essere Sindacato”, sinistra sindacale della Cgil. Successivamente ha svolto la funzione di capo della segreteria di Bertinotti, quando quest’ultimo era segretario nazionale del Partito della Rifondazione comunista. Nel 2001 e nel 2006 è stato rieletto deputato di Rifondazione comunista, dimettendosi dalla Camera nell’estate del 2006 per ricoprire la carica di sottosegretario allo Sviluppo Economico nel secondo governo Prodi. Si è occupato di ricerca economica e sociale per la Fondazione “Cercare Ancora” di cui è stato direttore. Dal 2016 fa parte del Coordinamento per la Democrazia Costituzionale. E’ stato tra i redattori della rivista “Alternative per il socialismo” fin dal suo sorgere nel 2007. Ha scritto diversi libri con Fausto Bertinotti per gli editori Sperling&Kupfer e Ponte alle Grazie. E’ stato autore di Bye Bye neoliberismo, edizioni Ponte alle Grazie, Milano 2009. Attualmente dirige la rivista trimestrale “Alternative per il socialismo” edita da Castelvecchi e ha curato l’edizione degli scritti di Fausto Bertinotti (2007- 2022) La dissoluzione della democrazia, sempre per Castelvecchi. Collabora con il "Manifesto" e diversi giornali online.