Autori

Hermann Broch

(Vienna, 1886 – New Haven, 1951)
Tra le voci più alte della letteratura mitteleuropea del Novecento, nacque in una famiglia di industriali tessili. Dopo studi in scienze esatte, matematica e filosofia, abbandonò la gestione dell’impresa paterna per dedicarsi interamente alla scrittura e alla riflessione teorica. Dopo l’Anschluss del 1938 fu arrestato e poi costretto all’esilio; si stabilì negli Stati Uniti, dove insegnò e continuò a scrivere fino alla morte. La sua opera, nutrita di etica, mistica e psicologia, interroga la crisi dei valori moderni e l’angoscia di un mondo in disfacimento. Tra i suoi libri più celebri, I sonnambuli (1931-1932), La morte di Virgilio (1945) e Gli incolpevoli (1950), in cui la narrazione diventa spazio di conoscenza e di redenzione.
In Barbara, Broch condensa in forma narrativa breve molte delle sue ossessioni teoriche: il rapporto tra individuo e storia, l’ambiguità morale del dopoguerra, la dissoluzione dell’identità e il desiderio come forza conoscitiva. Una novella che dialoga in modo sotterraneo con l’intera sua opera maggiore.