Le lezioni di Massimo Recalcati
Dal 23 giugno in libreria Il rapporto sessuale non esiste il primo volume delle lezioni di Massimo Recalcati
«Non c’è rapporto sessuale». Cosa significa questa provocatoria formulazione che Jacques Lacan elabora all’inizio degli anni Settanta? Massimo Recalcati dedica a questo enunciato enigmatico e paradossale un intero corso di lezioni, qui pubblicato per la prima volta. Come gode un uomo? Come gode una donna? È possibile pensare un incontro tra i sessi che non si fondi sul mito dell’unità o della complementarietà, come quello proposto da Aristofane nel Simposio di Platone? Ripercorrendo le orme di Freud e di Lacan, Recalcati analizza il moto chiuso della pulsione, le diverse forme di godimento, la funzione della castrazione, la logica del fantasma e lo statuto del desiderio, arrivando a elaborare la sua originale lettura: il rapporto sessuale non esiste, ma non esiste neanche la possibilità di sottrarsi al rapporto. Se l’inesistenza del rapporto proclama il tramonto dell’illusione di essere uno, ci espone però a una verità ben più impegnativa: il reale del Due.
Un estratto dal libro
Dire «ti amo»
Il desiderio umano è il desiderio della costola, è il desiderio di un oggetto. La rappresentazione dialettica del desiderio come desiderio del desiderio dell’Altro è confrontata con un’altra visione del desiderio. Il punto qual è? Un paradosso: l’oggetto che cattura il desiderio del soggetto proviene dal soggetto stesso, è estratto dal soggetto stesso. Come dire che l’oggetto che causa nel fantasma il mio desiderio resta una parte di me, come la costola resta una parte di Adamo. In gioco non c’è il movimento dialettico del ritrovamento e della ricomposizione della sfera. Quando Adamo dice a Eva «ti amo», sta dicendo: «Amo la mia costola che è in te». Allora, dire «ti amo» – Lacan lo afferma chiaramente nel corso del Seminario XX – è dire che io amo l’oggetto piccolo a che è in te e che trascende te. L’oggetto la cui origine è in me è nella parte irreversibilmente perduta di me: amo in te la parte perduta di me. Ma non nel senso platonico dell’espressione (perché questo può evocare lo spettro di Platone), bensì nel senso che io amo in te l’oggetto piccolo a, la costola di Adamo, che è me ma non è più me. A rigore, infatti, Adamo non ama Eva. Adamo ama in Eva la sua costola. Ogni tipo di interazione intersoggettiva del desiderio viene sovvertito, perché il desiderio si è polarizzato sull’oggetto, che è un oggetto perduto e che il soggetto ritrova solo attraverso il corpo dell’Altro. Quindi, quando dico «ti amo» dovrei dire «amo la mia costola». Lacan diceva che il modo più irresistibile di fare una dichiarazione d’amore (non so se è vero) si ha quando un uomo, rivolgendosi a una donna che corteggia, dice: «Ti amo ma non so perché». Se dovessimo prendere sul serio l’indicazione di Lacan allora dovremmo dire: «Ti amo, non so perché, ma penso che in te ci sia la mia costola, l’oggetto perduto».
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Massimo Recalcati
Filosofo e saggista, è lo psicoanalista che più ha contribuito alla trasmissione del pensiero di Jacques Lacan in Italia. È membro della Società Milanese di Psicoanalisi, direttore dell’Istituto di Ricerca di Psicoanalisi Applicata di Milano e fondatore di Jonas (Centro di Clinica Psicoanalitica per i nuovi sintomi). Ha insegnato nelle Università di Urbino, Bergamo, Losanna, Pavia, Verona. Attualmente insegna allo IULM e all’Università Statale di Milano. Collabora con «la Repubblica». Castelvecchi ha pubblicato Il lapsus della lettura. Leggere i libri degli altri (2023), Elogio dell’inconscio. Come fare amicizia con il proprio peggio, L’ultima cena. Anoressia e bulimia, Il miracolo della forma. Per un’estetica psicoanalitica (2024), De odio e Passepartout (2002-2025) (2025).
Pubblicato il: 10 Giu 2026