L’ uomo Mosè. Un romanzo storico

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Sigmund Freud

L’ uomo Mosè. Un romanzo storico

Nel settembre del 1934 Freud completò la riflessione sulla Bibbia, L’ebraismo e il cristianesimo che aveva elaborato per anni. La intitolò L’uomo Mosè. Un romanzo storico, perché alla parzialità delle fonti si dovevano opporre delle ipotesi “romanzesche”, convincenti il più possibile, ma con un valore di realtà in fondo indeterminabile. Sebbene il problema della realtà storica di Mosè lo avesse «perseguitato per tutta la vita», Freud decise di non pubblicare il libro. Spiegò a Max Eitingon: «Una parte del testo infligge gravi offese al sentimento ebraico, un’altra al sentimento cristiano: due cose che è meglio evitare nell’epoca in cui viviamo». Solo nel 1939 il testo vide la luce, rimaneggiato e con un titolo diverso: L’uomo Mosè e la religione monoteistica. Di nessun’altra opera Freud ha conservato le precedenti versioni: il fatto che abbia salvato il Romanzo storico testimonia l’importanza di ciò che non è fluito nel libro pubblicato. Questa prima stesura è qui proposta per la prima volta in italiano, con un ricco commento che permette di comprenderne l’elaborazione travagliata e lo scopo profondo, spiegabile solo tenendo conto dell’ascesa del nazifascismo in Europa.

SIGMUND FREUD
Fondatore della psicoanalisi, ha elaborato teorie che hanno rivoluzionato la storia del pensiero. La scoperta dell’inconscio e le associazioni libere, gli atti mancati e l’interpretazione dei sogni, le pulsioni sessuali e il rimosso sono solo alcune delle sue intuizioni più radicali. Castelvecchi ha pubblicato L’enigma della femminilità (2016), Dostoevskij e l’uccisione del padre (2017) e nel 2022 la sua corrispondenza con Hans Blüher, Sull’inversione. Carteggio su omosessualità, eros e politica (1912-1913).

TESTO TEDESCO A FRONTE

PREFAZIONE DI GIOVANNI FILORAMO

COMMENTO DI THOMAS GINDELE

Corriere della Sera

Avvenire

 

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