Il male radicale

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Ágnes Heller
Il male radicale
Genocidio, olocausto e terrore totalitario

«Il male radicale ha celebrato la sua più grande vittoria nel Ventesimo secolo». Nei saggi raccolti in questo volume Ágnes Heller analizza il tema dal punto di vista storico e letterario e offre una profonda riflessione sul paradossale rapporto fra Olocausto e modernità. Il mondo moderno ha infatti fornito al male le condizioni necessarie alla sua estensione planetaria. L’ideologia, le nuove tecnologie e il pensiero strumentale hanno reso lo sterminio di massa una questione di efficienza e freddo calcolo. Allo stesso tempo però, la modernità ci ha consegnato anche l’antidoto a tutto questo: le idee di tolleranza, libertà e uguaglianza, e i diritti umani, la cui difesa può impedire al male di vincere ancora.

ÁGNES HELLER
(Budapest, 1929 – Balatonalmádi, 2019)
Filosofa ungherese di origini ebraiche, fu allieva di György Lukács. Espulsa nel 1959 dall’Università di Budapest, fu ammessa nel 1963 all’Accademia delle Scienze, divenendo l’esponente di punta della Scuola di Budapest. Dal 1978 ha insegnato all’Università di Melbourne per trasferirsi poi alla New School for Social Research di New York. Castelvecchi sta pubblicando tutta la sua opera.
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