Elegie duinesi

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Rainer Maria Rilke

Elegie duinesi

Le “Elegie Duinesi”, composte fra il 1912 e il 1922, condensano il travagliato passaggio tra la fine dei grandi imperi europei e lo scoppio della Prima Guerra Mondiale, dando voce al sentimento di crisi che si accompagnò a quel tempo di profonda trasformazione. Il nuovo secolo, nelle parole di Rainer Maria Rilke, appare sin da subito lacerato fra due dimensioni della vita individuale: l’esperienza della realtà esterna, sempre più invadente e alienante, e lo «spazio interiore del mondo», nel quale ritrovare quel raro e pacificante senso di infinito. Ma è proprio nella condizione di straniamento che Rilke evoca la missione dei poeti, «api dell’Invisibile» che trasportano e salvano, nel linguaggio poetico, tutte quelle forme di vita minacciate dalla caducità e dall’estinzione. L’opera fondamentale di Rilke è qui presentata in una nuova traduzione. A cura di Ulderico Pomarici.

RAINER MARIA RILKE
(Praga, 1875 – Montreux, 1926) È stato autore di testi in prosa, di poesia e di teatro. Trascorse la sua vita viaggiando per l’Europa ed entrando in contatto con i più importanti intellettuali e artisti dell’epoca, tra cui Lou Andreas-Salomé, con la quale portò avanti una relazione affettiva ed epistolare fino alla morte. Tra le sue opere più significative si ricordano le raccolte poetiche giovanili Il libro delle immagini (1902) e Il libro d’ore (1905), le successive Nuove poesie (1907) e il romanzo I Quaderni di Malte Laurids Brigge (1910). Nel 1922 portò a termine le Elegie Duinesi, iniziate a Duino dieci anni prima, e i Sonetti a Orfeo, entrambi considerati l’apice della sua produzione.

 

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