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| Castelvecchi alla Fiera del libro di Roma dal 5 all'8 dicembre |
| Castelvecchi vi aspetta alla Fiera del libro "Più libri più liberi" a Roma |

| ACQUISTI SUL SITO |
| NON SARA' POSSIBILE EFFETTUARE ACQUISTI SUL SITO DAL 15 DICEMBRE 2009 AL 7 GENNAIO 2010 |

| Presentazione "Il grande airone" |
| Antonio Buccioni, Vincenzo Cerracchio, Alessandra De Stefano
presentano il romanzo di
Giancarlo Governi
Il grande airone
sarà presente l'autore
Roma
mercoledì 20 gennaio ore 11.00
Sala del Carroccio - Campidoglio
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Doppio Appuntamento con Piotta
11/02/2008 11:37 |
Domani 12 Febbraio doppio appuntamento con Piotta e il suo libro "Troppo Avanti".
Iniziamo con Radio 24 in "Trovati un bravo ragazzo" con Chiara e Carlo alle 10.10 e continuiamo con Radio Lombardia insieme a Camilla in "Camillibus" alle 12.10.
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Piotta ospite del Trio Medusa
04/02/2008 17:28 |
Domani alle 12.50 Piotta sarà ospite in diretta, del Trio Medusa su Radio Deejay.
Il programma è "Chiamate Roma Triuno Triuno"
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Presentazione a New York di "Leo Castelli"
04/02/2008 09:39 |
Sabato 29 marzo, ore 18.00 Istituto Italiano di Cultura, NEW YORK (686, Park Avenue)
Presentazione del volume
Leo Castelli. L’italiano che inventò l’arte in America (Castelvecchi, 2007)
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Presentazione di "Mircea Eliade.Vita e pensiero di un maestro d'iniziazioni"
04/02/2008 09:38 |
Giovedì 14 febbraio 2008, Libreria Martelli, via Martelli 22/r, Firenze, alle ore 17:30 presentazione del libro “Mircea Eliade. Vita e pensiero di un maestro d'iniziazioni” di Alessandro Mariotti
Relatori: Alfonso Ingegno, Docente di Filosofia morale all'Università di Firenze e Federico Squarcini, Docente di Storia delle religioni dell'India all'Università di Firenze.
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Presentazione a Bologna di "Leo Castelli"
04/02/2008 09:36 |
Martedì 12 febbraio, ore 17.00 , Museo Ebraico di Bologna (via Valdonica 1/2)
Presentazione del volume
Leo Castelli. L’italiano che inventò l’arte in America (Castelvecchi, 2007)
Paola Barbara Sega, docente di Storia dell’Arte Contemporanea nell’Università di Bologna, e Franco Bonilauri, direttore MEB ne parlano con l’autore Alan Jones
In collaborazione con il Dipartimento Arti Visive, Università di Bologna
Leo Castelli è con ogni probabilità un personaggio mitizzato, ma fu certo uomo dall’intelletto acuto e sensibilissimo agli sviluppi dell’arte contemporanea. Nelle sue gallerie di New York reinventò l’arte in America accanto a espressionisti astratti dell’Action Painting come Jackon Pollock e Willem De Kooning, a neodadaisti come Rauschenberg e Jasper Johns, con protagonisti della Pop Art come Roy Lichtenstein e andy Warhol, e artisti del calibro di Frank Stella e Cy Twombly.
Dandy, poliglotta dalle mille sfaccettature, brillante e raffinato seduttore, Leo scrisse più di un importante capitolo della Storia dell’Arte del Novecento.
La storia comincia dalla sua città di origine, la Trieste di inizio secolo, dove nasce da una facoltosa famiglia ebraica, per passare al rarefatto ambiente surrealista a Parigi, arrivando alla New York degli anni Cinquanta, tra le icone pop e i loft degli artisti di Soho, fino al clima arrivista e rampante degli anni Ottanta.
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Censura mediatica
21/12/2007 12:17 |
Il sequestro del libro di Claudio Cerasa sul caso Rignano Flaminio
E’ Pierluigi Battista, sulle pagine dei commenti del Corriere della Sera (17.12.07), a riportare l’attenzione sul sequestro del libro di Claudio Cerasa, Ho visto l’uomo nero. Il volume sulla vicenda di Rignano Flaminio, scritto dal giornalista de Il Foglio, dedicato alle «contorte ed eterodirette deposizioni dei bambini, al clima da stregoneria oscurantista, da incubo, da magia nera, da caccia alla maestra, da inquisizione in cui questa storiaccia si è degradata», è sparito dalle librerie nel silenzio generale. Nel suo editoriale, il vicedirettore del Corriere della Sera denuncia che il ritiro di un libro «rigoroso e documentato appare come un fatto normale, non meritevole della pur minima reazione: nemmeno una goccia di quell’oceano di sdegno che in altre occasioni ha accolto censure, intimidazioni, intimazioni al silenzio».
Il sequestro di questo libro è un atto grave perché priva il pubblico di uno strumento di conoscenza, ma soprattutto perché mette al bando una delle poche voci garantiste che in questa vicenda si siano sentite.
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