|
Più additiva di una sostanza stupefacente, più coinvolgente del gioco d’azzardo, più inebriante dell’amore e più esclusiva di un’automobile di lusso: la morte non è soltanto un destino ineluttabile ma un piacere a cui una particolare casta di assassini si abbandona con efferata crudeltà. Ne sono convinti i membri del “Cenacolo di Caino”: un’associazione fondata nella notte dei tempi per consentire agli uomini e alle donne di ceto elevato di operare al di sopra della legge, abbandonandosi a brutalità di ogni genere nella convinzione che tutto debba essere permesso a chi vanta un reddito superiore alla media. La perversione di questi criminali non conosce limiti. Dalla pedofilia alla tortura, tutto è concesso a chi, appartenendo al Cenacolo, si vota al rispetto di una e una sola regola: l’età o il sesso della persona da sacrificare al sadismo di chi uccide non hanno nessuna importanza se questa può essere considerata di umili origini. Perché la povertà, in questo grottesco romanzo giallo, è un problema di igiene sociale da risolvere con modi e metodi in grado di rispecchiare una società in cui la vita umana non è altro che merce in balìa dei capricci dei potenti e del loro mercato.
ESTRATTO
Cresciamo sempre di più perché il mondo ha bisogno di noi. Siamo noi la vera igiene del mondo! Noi non uccidiamo per vivere, non uccidiamo perché ci paga un governo. Non guidiamo ubriachi contro la notte, non andiamo a sparare nelle scuole, tra le folle o in trincea, non assassiniamo per profitto, non assassiniamo a pagamento. Siamo imprenditori di noi stessi. Imprenditori di un’attività in grande espansione.
|
|
Giovanni Di Iacovo
Nato a Pescara nel 1975, dove vive e dove svolge attività di ricerca in Culture del Mediterraneo e dell’Area Adriatica. Presente in numerose antologie, tra cui 11 Under 30 (Castelvecchi, 2000) è direttore artistico del Festival delle Letterature dell’Abruzzo. Con il suo romanzo d’esordio Sushi bar Sarajevo (Palomar, 2006) si è aggiudicato il premio De Lollis. Alcuni suoi racconti sono stati messi in scena nel reading-spettacolo Viaggio nelle Metropolis insieme a Stefano Benni, David Riondino e Roberto “Freak” Antoni.
|