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Catalogo di tutti i Titoli



Autore: Gillo Dorfles
Horror pleni

La (in)civiltà del rumore

In contrasto con l’antico Horror Vacui dell’uomo preistorico che colmava ogni angolo della sua caverna con immagini autoprodotte, oggi «l’orrore del troppo pieno» corrisponde all’eccesso di «rumore» sia visivo che auditivo, che costituisce l’opposto di og


collana: I Timoni | 336 pag | 2008
Prezzo di Copertina: € 22,00

I primitivi della Terra popolavano un mondo ancora vuoto di senso e di segni. Gli interminati spazi e i sovrumani silenzi delle origini suscitavano Horror Vacui, sgomento e ansia del vuoto. Oggi noi viviamo esattamente il contrario: siamo completamente saturi di segnali e di comunicazioni. Horror Pleni è ciò che proviamo di fronte a questo groviglio di messaggi che molto dicono e poco (o nulla) comunicano. La nostra facoltà di immaginazione è disturbata da pubblicità, propaganda politica, iperproduzione di letteratura, arte, moda, fino alla cronaca quotidiana dei misfatti più efferati. Persino i nuovi orizzonti della comunicazione digitale, che all’inizio ci apparivano come vastità inesplorate, sono già carichi di pseudo-oggetti e pseudo-eventi. E allora: possiamo mantenere, anche nel nostro Horror Pleni quotidiano, una consapevolezza? Ecco la sfida di questo libro, che indaga su nuovi modi e maniere, gesti e comunicazioni aberranti, corpi mostrati senza pudore e creature completamente virtuali, manipolazioni genetiche e distorsioni del gusto: invece di tagliarci fuori dal divenire della cultura, dobbiamo attraversarlo, sforzandoci di vedere un senso. Vivere senza pseudo-vivere. Cambiare, ma rimanere umani.

Gillo Dorfles   (Trieste, 1910), critico d'arte e filosofo, già ordinario di estetica presso le Università di Trieste e Milano e visiting professor presso alcune Università americane, è oggi una delle personalità più eminenti della cultura europea. Nel 1948 fu tra i fondatori del MAC (Movimento per l'Arte Concreta). Considerevole è stato il suo contributo allo sviluppo dell'estetica italiana del dopoguerra, a partire dal Discorso tecnico delle arti (Nistri-Lischi, 1952), cui hanno fatto seguito tra gli altri Il divenire delle arti (Einaudi, 1959) e Nuovi Riti, nuovi miti (Einaudi, 1965), Le oscillazioni del gusto (nuova edizione Skira, 2004), Artificio e natura (nuova edizione Skira, 2005) La (nuova) moda della moda (nuova edizione Costa & Nolan, 2007), e la sua opera forse più celebre Il Kitsch. Antologia del cattivo gusto (Mazzotta, 1967, tradotto in sette lingue europee).

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